Aprile è uno dei mesi più difficili che l’Italia sta affrontando da inizio anno proprio a causa dell’abolizione della ‘zona gialla’. Nessuna Regione, infatti, può allentare le misure restrittive: dai bar e ristoranti aperti solo per l’asporto ai musei costantemente chiusi. Mancano solo due settimane però, prima che qualcosa possa cambiare e le Regioni si stanno già rimboccando le maniche in vista della tanto attese “riaperture”.
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Zona gialla: 11 Regioni hanno i numeri per aprire
A quanto riporta Repubblica, ci sono 11 regioni (più le 2 Province autonome) in lizza per tornare gialle dal 30 aprile, giorno di scadenza dell’ultimo Decreto legge firmato da Draghi. E’ sostanzialmente presto per sapere con esattezza le modalità e le possibilità che gli italiani avranno dal 1 maggio: tuttavia, anche solo restando con le vecchie regole della zona gialla, c’è aria di riaperture. Sicuramente i bar e i ristoranti potranno, a pranzo, accogliere i clienti; i musei potranno ricominciare ad accogliere il pubblico; si potrà uscire dal proprio comune, anche se resta il dubbio sugli spostamenti tra regioni. Una cosa però è certa: per il Governo la parola chiave di maggio sembra essere ‘riapertura’.
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Una riapertura condizionata dall’indice Rt e dal piano vaccinale che deve, decisamente, recuperare e velocizzare le somministrazioni. Prendendo spunto da altri Paesi, migliorando le registrazioni sfruttando la tecnologia e definendo una linea precisa per tutti. Prima di maggio, comunque venerdì ci sarà una nuova riunione tra Speranza, i vertici delle Regioni e il Premier per decidere i nuovi colori: la Sicilia rischia di diventare rossa mentre la Campania ha i numeri per diventare arancione. Tuttavia, secondo gli ultimi report 11 Regioni avrebbero i dati per essere zona gialla (anche se impossibilitati) e parliamo di: Abruzzo, Bolzano, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto e Trento.
Questo mese difficile, per tutti, che oscilla tra l’arancione ed il rosso, potrebbe portare l’Italia ad un maggio di rinascita; un po’ come il famoso slogan “chiudere oggi per aprire domani”. Il divieto della zona gialla serve per rendere più stabili le terapie intensive, abbassare la curva dei contagi e velocizzare la campagna di vaccinazione, sperando che presto tutto possa tornare ad essere più vivibile.