Una vicenda davvero triste. Una donna di Ostia ha fatto pervenire mediante un legale una lettera di diffida a una mamma e, non paga, ha allertato anche gli agenti della Polizia Locale. No, non è l’ennesima diatriba condominiale per futili motivi ma il diritto di un bambino autistico di giocare sul balcone di casa. Sì perché a mandare su tutte le furie questa vicina di casa – siamo in zona centro – è il sapone che spesso “cola” dal balcone soprastante dove vivono madre e figlio. Quest’ultimo però è affetto da autismo e passa molto tempo a giocare con le bolle di sapone; per lui, così come tanti altri nella sua stessa situazione, il periodo del lockdown è stato molto duro e questo passatempo gli ha permesso di dare libero sfogo alla sua creatività
La storia, davvero surreale, è stata raccontata oggi da Il Messaggero. La mamma, che vive col marito e ha in tutto tre figli, si è sfogata dicendo che durante la “serrata totale” proprio le bolle di sapone hanno permesso a suo figlio, di otto anni, di affrontare meglio il delicato momento che tutti noi abbiamo affrontato. «Sono stati mesi davvero complicati – dice Francesca, la mamma – con la chiusura totale mio figlio ha perso tutte le certezze che aveva e con le bolle ha trovato sprazzi di felicità. Mi rendo conto che qualche bolla possa cadere di sotto ma è uno dei pochi che ho per distrarlo».
«Mi sono sentita una criminale – prosegue – prima mi è arrivata una lettera a firma del suo avvocato, prima di allertare la polizia municipale che, se non si è provveduto alla pulizia del terrazzo sottostante, sarebbe pronta a notificarmi una sanzione».