Si chiama Eitan l’unico superstite della tragedia della funivia Stresa-Mottarone. Il piccolo, di soli 5 anni, ha aperto gli occhi ed è in grado di respirare da solo; a renderlo noto è proprio l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino in cui il piccolo si trova ricoverato da domenica.
E’ un risveglio lento, le condizioni rimangono critiche, ma è stato estubato, ha dichiarato Giovanni La Valle, il direttore generale della Città della Salute di Torino.
Il risveglio sarà complesso, non solo dal punto di vista clinico ma anche – e principalmente – psicologico. Eitan infatti, nella tragedia della funivia, ha perso la sua famiglia: mamma e papà, il fratellino e anche i bisnonni sono deceduti sul momento. Ad attenderlo, nella stanza d’ospedale, ci sono la zia Aya – che se ne prenderà cura – ed una psicologa per muovere i primi passi verso la dura realtà che lo aspetta.
Le ultime foto di Eitan: in funivia con i bisnonni ed il fratellino
Sono due le ultime foto che raccontano il momento fragile di quella domenica. Prese fuori contesto sembrano dei ricordi da inserire nell’album di famiglia: i due bisnonni che stringono i nipotini con dietro un lago e poi la seconda, quella scattata proprio dentro la funivia. C’è Eitan e accanto il suo bisnonno, Itshak Cohen, lui ammira il paesaggio e il piccolo gli è vicino, solo qualche centimetro più in basso.
Un momento che osservato oggi, tramite quelle ultime istantanee, fa rabbrividire, incupisce e rende nostalgici. L’ultimo ricordo che Eitan avrà della sua famiglia, tutta riunita per quella gita in montagna. Il piccolo ha perso la sua famiglia, di origini israeliane, che viveva a Pavia: a perdere la vita sono il papà Amit Biran, la mamma Tal Peleg, il fratellino Tom, ed i bisnonni, Itshak Cohen e Barbara Koniski Cohen.
Eitan in ebraico significa “forte” e sarà questa la parola chiave che guiderà il piccolo nel suo percorso, nella sua crescita. I corpi della famiglia di Eitan sono atterrati in Israele ieri pomeriggio, oggi si svolgeranno i funerali.
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Tragedia della funivia: “Omicidio colposo plurimo”
Intanto le vittime – le 14 vittime – hanno dissestato il Paese, spezzato vite e famiglie per un problema ancora al vaglio degli investigatori. Secondo quanto ricostruito dai sopralluoghi il freno era risultato manomesso. La “svolta” è arrivata pochi giorni fa, quando tre persone sono state fermate con delle accuse in capo durissime, si parla infatti di: “omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime”.
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Stando a quanto ricostruito già dalle prime rilevazioni il sistema frenante era apparso manomesso. Era stato utilizzato un dispositivo, un cosiddetto forchettone, per disabilitare i freni di emergenza. E non si sarebbe trattato di una dimenticanza bensì una scelta per evitare continui blocchi e disservizi sulla Funivia. Per questo quando il cavo si è spezzato il freno di emergenza non si è attivato.